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EMMERRE DA' I NUMERI: Lui la vede così!!!!!!

Prunetti e Arrichiello , due faticatori da sette e mezzo
CAMPIONATO ECCELLENZA UISP 2009/2010 – 13ª GIORNATA (RECUPERO)
USAP ASD ELEMAC - G.S. VICO D’ELSA 0-0
USAP:
POLLINA – 6.50 – Lavora più di psicologia che di prestazione. Si contano sulle dita di una mano gli interventi che lo richiamano in causa e si fa sempre trovare pronto e attento. E’ una sicurezza, intrinseca e non contumace, la palla che schizza nella sua area non reca alcun problema al difensore perché sa che ha dietro lui, “il grifone volante”. E allora la sua importanza la espleta controllando le distanze dei difensori, richiamandoli all’ordine in quei rari momenti che ve n’è bisogno, coordinando la chiusura a fisarmonica del centrocampo, tenendo sveglio chi dorme, fosse anche a cento metri di distanza, incitandolo a dare quel “quid” in più che serve per superare una partita tatticamente difficile. NIDIACI – 7 – Prestazione di sostanza, pienamente concentrato a tenere in gabbia un avversario, Razzanelli, che gravita in tutto l’arco dell’attacco cercando spesso il dialogo con il reparto di centrocampo. Nell’intero contesto della partita raggiunge l’apice di un’efficienza appena intaccata dall’unica occasione che concede al rivale nel finale di partita (ed in maniera precaria) Non si fa mai prendere dalla frenesia e attende sempre il momento giusto per un intervento che finisce per diventare un’autentica garanzia. TALLURI – 6.50 – Il suo uomo è Vezzosi che lo costringe largo sulla sinistra, da dove preferisce far iniziare le sue azioni offensive. Perentorio negli interventi aerei, tempista negli anticipi, è costretto ad attendere il momento giusto per togliergli il pallone tra i piedi quando l’avversario si propone palla a terra. In difficoltà al 10’ quando Vezzosi gli sfugge per un cross pericoloso in area, riesce a prendergli le misure alla distanza tenendo la sua pericolosità lontana dai sedici metri. Si propone, inoltre, come punto di transizione efficace nel far girare la palla dalla difesa evitando il pressing profondo avversario sul settore di sinistra. Compito più facile con l’ingresso di Mugnaini nella seconda metà della ripresa. BERTI – 6.25 – Gode di una discreta libertà poiché Sestini lo attende più in zona che andare ad attaccarlo profondamente. Nella prima parte del tempo sfonda diverse volte per un cross in area che è spesso impreciso o debole, ma è nella doppia occasione del 29’ che potrebbe (dovrebbe) fare la differenza e non vi riesce. Facendosi trovare completamente libero sul cross di Arrichiello non è perentorio nel primo impatto al volo (che tuttavia supera Cappelli e si stampa sul palo) e morbidino anche sulla ribattuta che il portiere, coraggiosamente, gli sporca in angolo. Rallenta d’intensità nella ripresa (il campo fradicio non lo aiuta) e nella seconda parte, quando ci sarebbe bisogno della sua percussione, è sulle gambe. (CASINI dal 78’) – NG – Entra a fine partita per consolidare il reparto difensivo alfine di evitare una beffa che, visto l’andamento della partita, stava prendendo tutti i connotati per verificarsi. CIUFEGNI – 6.50 – Dal punto di vista fisico e temperamentale non è secondo a nessuno. Trattura la sua porzione di campo come un cingolato da campagna leggera determinando le diverse velocità dell’andatura a seconda del movimento del suo avversario e di come va attaccato sul lato debole proponendo, con Bianchi, forse il duello più intenso della partita. Non si perita a passare ai modi spicci quando ve n’e bisogno, ma è sempre pronto a lanciarsi in riproposizione offrendo un’ulteriore soluzione agli appoggi del reparto offensivo. La sua autonomia è in rollante crescendo e il pressing che porta fino in pieno recupero ne è la conferma più lampante. P.S.: AMMENDA: l’assist per il gol di Leone del turno precedente era “farina dei suoi piedi” e non di quelli di Panti …… ah! che perdita di vista! BENCINI – 7 – Prestazione che in termini di chiave tecnica e sul piano della spettacolarità è da definirsi brillante e sostanziosa anche nei suoi contenuti di lavoro oscuro. Mai persa la posizione e la definizione in chiave difensiva, nella sua accezione propositiva ha fatto tanto risaltare la buona propensione di Fornai a predisporre la manovra del gioco ma, soprattutto, ha dato al reparto difensivo quella sicurezza mai quantificabile di saper e poter anticipare le azioni avversarie fino a renderle del tutto innocue all’affacciarsi dell’area di rigore. Ha veramente tenuto la lunga diga difensiva, fino alla tre quarti, preoccupandosi indistintamente di coprire, in raddoppio e aiuto, al centro, come sulla destra, come sulla sinistra, con risultati altamente lusinghieri. Si rende anche pericoloso su calcio d’angolo al 30’ con tiro che sfiora l’incrocio dei pali. ARRICHIELLO – 7.50 – Come a Sovicille (trasferta contro il San Rocco) il campo allentato ne esalta la prestazione e le sue doti da indomito combattente. Questa volta aveva di fronte un dirimpettaio di temibile rispetto: “Barroso” Morandi, più volte castigatore dell’Usap nel recente passato, e, in effetti, nel primo quarto d’ora lo ha sofferto visibilmente (tiro svirgolato al 10’ da buona posizione su assist di Vezzosi) sbagliando anche nella misura dei passaggi. Ma dal cross del 29’ (triangolo con Tota) in poi le sue caratteristiche di spinta ossessiva sulla fascia cominciano a avere nettamente il sopravvento e lui le propone con grande continuità non trovando, però, conforto nell’attenzione e prontezza di riflessi nei compagni di attacco (36’ assist per Tota con cross non raccolto; 56’ altro assist per Tota, lento nel decidere il da farsi). Quando Francini è costretto a sostituire Leone per infortunio, va ad occuparne la posizione scardinando, con il suo caos organizzato, la linearità difensiva ospite che deve raddoppiare le attenzioni e costringere Pruneti a reinventarsi difensore puro, fino al tentativo di tap-in sul tiro di Panti 71’ dove viene anticipato con perentorietà e decisione da Rossi costringendolo ad uscire per infortunio “diretto”. (LISI dal 72’) – ng – Va ad aggiungersi all’arco offensivo dell’Usap in un finale di partita in cui, invece, si stava affievolendo ed il suo apporto si adegua alla regressione della situazione. FORNAI – 6.50 – Una partita sempre più in crescendo di spessore e personalità. Si presenta come “trait-d’union” fra la copertura di Ciufegni e il supporto all’attacco da centrocampista classico a mezzo fra il regista, la mezz’ala ed il mediano cursore a seconda dell’intensità prodotta dal pressing e dall’azione di Pucci, il capitano del Vico, che era il suo avversario diretto. Dal suo piede partono lanci interessanti, di cui si era persa le memoria (ed infatti non vengono, ancora, capiti), ma soprattutto la gran botta del 32’ (due passi e destro dieci metri dalla riga dell’area) che si stampa contro la traversa di Cappelli. Ancora in affanno in sede di copertura, anche se l’impegno non manca, la sua geometria si affievolisce con la stanchezza fino ad uscire a metà. (BURRESI dal 58’) – 6 – Rileva Fornai dopo un’ora di gioco, ma più che nei compiti lo sostituisce nella posizione che mantiene saldamente difensiva, evitando ogni e qualsiasi sbandamento che sarebbe pericoloso nel finale di partita. Supporta l’azione offensiva, in particolare sul lato sinistro, ma non lascia mai incustodita la sua postazione. PANTI – 6 – Oramai è conosciuto e su tutti i campi di gioco (quello casalingo compreso), i marcatori sanno che la prima cosa da fare è impedirgli le sue proverbiali progressioni al termine del quale gli viene oltremodo naturale, e in maniera pericolosa, di esplodere il suo potente sinistro. Se, poi, ci si immette anche un pizzico di “cattiveria agonistica” e di decisione negli interventi, si è quasi sicuri di bloccare una delle armi più pericolose dell’Usap. Cosa che ha fatto per l’intero incontro il suo diretto marcatore, con discreto successo. Tuttavia, nelle poche occasioni ove il capitano ha potuto esprimersi, si è reso particolarmente pericoloso, anche se si è dovuti aspettare un’oretta abbondante. 64’ punizione che “fa la barba al palo” alla destra di un immobile Cappelli; 68’ fuga sulla sinistra e assist per Chiti in piena area (tiro strozzato); 71’ sinistro rasoterra su imbeccata di Chiti che, deviato, costringe Cappelli ad una super parata; 74’ altra punizione fuori d’un metro (Cappelli ancora immobile); si racchiudono in questo periodo le occasioni con le quali il capitano poteva riscattare una prestazione soffocata e, per poco, non ci è riuscito. TOTA – 6,25 – Descrivere le prestazioni di Idris sta diventando un sequal ripetitivo perché è chiara dove e qual è la sua pericolosità e quali sono le difficoltà che trovano i marcatori avversari nel tentativo di contenerlo. A differenza del compagno di reparto lui è più imprevedibile, nel continuo movimento, negli scatti, nell’interazione con i compagni dell’area offensiva e nella vista periferica dell’assist, piuttosto che nella precisione del passaggio, e se c’è una cosa dove, sicuramente, deve migliorare è nella determinazione nelle conclusioni in area, dove si lascia prendere dal “braccino” vanificando occasioni che potrebbero essere importanti, come, ad esempio, dopo neanche un minuto sull’assist di Leone o al 56’ su quello di Arrichiello. Bravo nel dialogo con il piccolo compagno di destra nelle occasioni del 29’ e del 36’. (CHITI dal 64’) – 6.50 – Ed ecco che rientra il “Godot” gialloblù, che alterna prestazioni determinate e importanti, con altre di scarso spessore o impalpabili. Il “Pippo” di quest’anno è così, si trascina un’indecisione dopo l’altra incastonata in alcune gemme che sembrano farlo ritrovare ai livelli dello scorso anno. Stasera è toccata la parte “buona” poiché il suo ingresso ha ravvivato un attacco che sembrava diventare asfittico e si è calato da protagonista nelle due/tre occasioni costruite a cavallo fra il 64’ ed il 71’, alla ricerca di una continuità perduta. LEONE – 6 – Pronti via e fuga sulla destra ed assist preziosissimo per l’anticipo di Tota a due passi dalla porta. C’era di che per esultare e mandare all’inferno il sacrificio di Pruneti in quella marcatura. Lo sfumare dell’occasione ha alimentato la tesi opposta e se al 5’ riesce a tirare in porta impegnando Cappelli in presa bassa, successivamente non ha più questo tipo di opportunità poiché la marcatura di Pruneti è ossessionante e, soprattutto, a tutto campo. Riesce sempre a trovare i collegamenti per proporre le azioni, ma sul finire del primo tempo un piccolo risentimento lo costringe ad abbassare l’intensità dei toni e, dopo dieci minuti della ripresa, ad abbandonare definitivamente la tenzone. (DAMIANI dal 52’) – 5,75 – Questa volta non entra minimante in partita. Facilmente bloccata la sua corsia preferenziale, si ritrova troppo spesso basso ed in una fase di copertura che lo costringe anche ad interventi scomposti e fallosi, dando ossigeno al reparto arretrato avversario che vede il pallone sempre più lontano nel corso della ripresa. Fuori fase. All. FRANCINI – 6 – Nella partita che poteva riconsegnare all’Usap la testa della classifica fa tutte le cose a “modino” ricercando continuativamente l’equilibrio fra i reparti e finendo, anche inconsapevolmente, a rincorrere più il risultato che la vittoria. Non che l’Usap non ci abbia provato, anzi, e le occasioni costruite e sciupate ne sono una palpabile, quanto confortante, riprova, ma il quid in più, finora garantito da un Leone ispiratissimo, è venuto a mancare, in parte per l’attenta marcatura cui è sottoposto e in parte per il leggero infortunio che lo ha condizionato, ed un’alternativa al tratto maestro non è, più, stata trovata. L’affievolirsi dell’intensità ha visto, infine, andare di pari passo il desiderio di inseguire il successo, pur in una situazione di difficoltà oggettivamente dinamica, all’attenzione di non subire una beffa che si sarebbe definita atroce se verificatasi.
VICO:
CAPPELLI – 7.50 – Su tutti due interventi che hanno salvato determinatamente il risultato: 29’ coraggiosa uscita sulla ribattuta di Berti al palo di poco prima rischiando parte l’incolumità del braccio destro; 71’ lo scarto intuitivo ad andare a stoppare il rasoterra di Panti deviato da un compagno della difesa che lo aveva preso in controtempo. In più l’estrema sicurezza che ha suscitato nei compagni del reparto difensivo con uscite perfette e decisione nelle parate fra i pali, dando l’impressione che, stasera, ci voleva la prodezza per superarlo (tipo la traversa di Fornai del 32’….). ARCONTI – 6,50 – Libero senza orpelli e fronzoli. Ammonito nell’unico momento in cui si allontana dall’area per pressare vicino al centrocampo, rinuncia definitivamente a vederne il mondo oltre la riga accompagnando assiduamente i compagni in marcatura con raddoppi ed interventi che chiudono a doppia mandata gran parte della buona partita difensiva del Vico. FUNAIOLI – 6.50 – Bruciato dallo scatto iniziale di Tota che poteva significare lo 0-1 dopo nemmeno un minuto, capisce che deve aumentare il suo stato di attenzione e di adrenalina ad un livello che gli consenta di intervenire sempre in contemporanea all’avversario, tarpandone le possibilità senza concedergli più un’occasione. E’ quello che fa per il resto della partita, mettendo, poi, la sua statura al servizio della difesa nei cross su calcio da fermo. Resta concentrato per tutta la partita senza avere mai un minimo calo di tensione. ROSSI – 7 – “Tassella” Panti per tutta la partita senza consentirgli mai di partire per mettere in atto la sua proverbiale progressione che lo porta alla conclusione od al cross dal fondo della fascia. Utilizza anche le maniere spicce e non disdegna di rilanciare lungo ogniqualvolta riconquista palla nei contrasti, che vince quasi sempre. E’ attento anche nelle altre soluzioni difensive, andando a chiudere nei dintorni della sua zona con efficacia e perentorietà. Impedisce il tap-in vincente a Arrichiello al 71’ e in acrobazia è determinante in più d’una occasione nell’intercettare al volo e con precisione lanci lunghi e cross che potevano spedire gli avversari diritti in porta. PUCCI – 7.25 – Perno principale ed insostituibile di una cerniera di centrocampo che pensa prima a chiudere tutti gli spazi per lo sviluppo della manovra avversaria e, poi, alla costruzione della propria con discernimento e perizia, andando a cercare quelle linee preferenziali che, se sbagliate, non creano comunque seri grattacapi in fase di immediata ripartenza avversaria. Il suo dirimpettaio è Fornai e lo va ad intercettare in particolar modo quando si propone al di sotto della linea di centrocampo, mentre quando lo attacca riesce a trascinarselo talmente profondo da vanificarne l’efficacia. Va anche alla conclusione a fine primo tempo su azione d’angolo e non si fa mai trovare fuori posizione supportando e surrogando il compagno di difficoltà, spesso con incitamenti, suggerimenti ed incoraggiamenti che ne tengono sempre viva l’attenzione alla partita. SESTINI – 6 – Resta quasi sempre in posizione poiché nella cerniera di centrocampo è quello deputato a compiti quasi esclusivamente difensivi e non può farsi sempre trovare defilato sulla contrapposizione di Berti. Gli sfugge, però, nell’occasione del 29’, e questo lo convince e costringe ad accentuare la sua attitudine difensiva fino alla sostituzione. (MATTEAGI dal 63’) – 6 – Prende organicamente e funzionalmente il posto di Sestini essendo più improntato sulla fascia del compagno nel momento che l’Usap sta esalando gli ultimi tentativi offensivi e la sua esperienza viene buona alla bisogna. BIANCHI – 6.50 – Nel folto centrocampo ospite è l’elemento che deve raccordarsi maggiormente con la manovra d’attacco e gli scambi con Razzanelli e Vezzosi sono numerosi anche se scarsamente incisivi nella loro accezione pericolosa. Tuttavia, con la sua posizione ibridamente “scoperta”, costringe Ciufegni a non tentare grosse uscite dalla zona di competenza ed alla prima occasione, difatti, va alla conclusione impegnando Pollina a terra (54’). Quando c’è da rinculare per fornire una copertura più consistente al reparto arretrato non si tira indietro, ma si mette sempre in modo da poter ripartire subito per tenere alzato il pressing della squadra e l’avversaria lontana nella sua tre quarti. MORANDI – 6 – Ha la sua brava occasione per ribadire la sua preferenza nel violare la rete dell’Usap, ma sull’assist di Vezzosi del 10’. il suo tiro è immediato, ma non preciso e, soprattutto, svirgolato, con traiettoria inefficace. Con il passare del tempo patisce la determinazione di Arrichiello e si vede costretto troppo spesso a compiti non precisamente usuali per le sue caratteristiche. Meglio nella ripresa su Damiani che appare troppo intimidito e lo rinfranca per la proposizione di offensive che spezzano la continuità della manovra dell’Usap. PRUNETI – 7,50 – Se si esclude l’azione dello 0’30”, dove in pratica viene preso di sorpresa, la sua è una prestazione ottimale in un rappresentazione di sacrificio nella quale si cala fino a crogiolarsi. Si incolla (letteralmente) a Leone fino a diventarne simbiotico e, alla lunga, ne attenua le giocate, la fantasia e i collegamenti con i compagni di reparto. In un paio di occasioni trova anche lo spazio per salire in fuga sulla fascia, ma i compagni non gli passano la palla proprio per la paura che, dovesse perderla, poi non sarebbe in grado di rientrare celermente in copertura. Questo suo “sacrificio” si protrae anche dopo la sostituzione di Leone per infortunio, poiché il suo posto viene preso da Arrichiello che, anche se ha caratteristiche diverse, gioca sempre in quella posizione e non può essere ignorato vista la sua ottima prestazione. VEZZOSI – 6,25 – Una prima parte di tempo interessante, con l’assist per Morandi al 10’ ed altre giocate importanti sempre sul filo dell’out destro ed in collaborazione con Razzanelli e Bianchi. Buono il pressing sul portatore di palla quando l’azione gialloblù ha inizio dalle retrovie, gli manca il colpo in area, ma l’impronta tattica della squadra non aiuta il reparto avanzato a sostenerla. Riesce a tenere alta la palla quando gli capita, ma con il passare dei minuti il suo rendimento cala concedendo al marcatore di prendergli le misure. Viene sostituito a metà ripresa. (MUGNAINI dal 65’) – 5.75 – Deve prendere il posto di Vezzosi e sostenere il tipo di gioco che il compagno aveva proposto nella prima ora. Non ci riesce e si fa notare per un’ammonizione per perdita di tempo. RAZZANELLI – 6.25 – Non manca in continuità laddove viene stoppato in pericolosità. L’ex Usap viene marcato attentamente ed assiduamente da Nidiaci che non gli consente quasi mai di girarsi per il tiro in porta. Deve, giocoforza, far gravitare il suo movimento più a supporto della manovra che alla sua finalizzazione dialogando, preferibilmente, con Bianchi e contribuendo a far salire la squadra tenendo il pallone fra i piedi. Il suo movimento in tutto l’arco dell’attacco serve per alimentare il pressing dei centrocampisti di rottura e ad aprire gli spazi verso l’area di cui, però, raramente il Vico sa approfittare (in un caso è sbagliato il passaggio: a destra anziché a sinistra dove si liberavano due uomini). Solo in una occasione riesce a liberarsi con caparbietà (e con fortuna) al tiro al 76’, ma fuori equilibrio gli finisce facilmente in bocca a Pollina. All. TOZZI – 7 – Tattica azzeccata (con un po’ di fortuna, il che non guasta) dalla “vecchia volpe” sangimignanese (altro ex, nella doppia veste, anche se datato). Improntato sul “primo non prenderle” lo schieramento del Vico funzionalizza al massimo le sue caratteristiche di copertura adottando un pressing anche abbastanza alto e marcature rigide sugli uomini ritenuti più pericolosi (Rossi/Panti; Funaioli/Tota; Pruneti/Leone) che, alla lunga, hanno inaridito le fonti di gioco dell’Usap costringendola ad inventarsi peripezie per rendersi un po’ più pericolosa. E se, poi, capitasse l’occasione di approfittarne ben venga, anche se l’attenzione dei gialloblù è stata portata al massimo proprio perché l’andamento della gara poteva suggerire un epilogo di tal genere. Consegne tradotte sul campo diligentemente e con cognizione di causa per tutta la partita.
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