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EMMERRE DA' I NUMERI: Lui la vede così!!!!

      

Francini e Bellavia, voti altissimi.

Campionato Eccellenza UISP 2009/2010 –  16ª giornata
 
 
USAP ASD ELE.MAC -  A.c.s.d. STAGGIA  2-0

 
I voti di emmerre


USAP ASD ELEMAC:


Pollina – 6,50 – Viene chiamato in causa pericolosamente soltanto una volta, nel recupero del primo tempo, sul forte tiro di Verdiani smarcato con bella intuizione da Mariani che finta la punizione in porta. Riesce a deviarne il tiro sul primo palo in calcio d’angolo scongiurando il punto che avrebbe riaperto, con maggiore intensità, i giochi. Nelle uscite sbarella soltanto la prima rovinando addosso a Arrichiello (ma probabilmente non lo aveva visto), poi è praticamente perfetto, come nel comandare e posizionare la difesa, in particolare, all’inizio ripresa dove lo Staggia effettua il massimo sforzo in sede di pericolosità. Reattivo nell’uscire ad agguantare la palla fatta filtrare da Gaziano a centro area con una finta. Va a beccarsi e meritarsi un cartellino giallo estremizzando la sua verve polemica.
Talluri – 7,50 – Titolare difensivo causa le numerose defezioni nel reparto gli tocca, forse, la gatta più dura da pelare: la marcatura di Daniele Mariani. Il buon Simone esegue il suo compito con attenzione, cura ed efficacia, lasciando all’avversario soltanto un tentativo a seguito di rimpallo favorevole (che Bencini smorza per Pollina) e di battere le punizioni, poi lo costringe a girare intorno all’area piuttosto che a partire da lontano contrastandolo sempre con puntualità al momento che l’azione si fa pericolosa. Nella ripresa, quando l’avversario abbassa il suo baricentro di gioco fungendo da regista, non cade nel tranello di seguirlo e si posiziona in zona andando a contrastarlo quando si avvicina e mettendo a disposizione il suo raddoppio per i compagni che ne necessitano. Prezioso e preciso anche nei rilanci al volo con i quali gli riesce di innestare i contropiedi di Leone in un paio di occasioni.
Damiani – 7 – Rientrava dopo un periodo di scarso utilizzo (anche per motivi di lavoro o ludici) e riprende il discorso esattamente dove lo aveva lasciato: nella sua poderosa progressione a scardinare la fascia di competenza, nella sua inesauribile dinamicità con la quale mette il bavaglio ad un avversario di tutto rispetto quale Massini. Imprendibile quando si lancia (nel vero senso della parola) sulla fascia, anche nell’errore di misura, corona la sua bella prestazione con il gol del raddoppio, di testa a catapulta sul pallone che vagava a mezz’aria di fronte la linea di porta, che cerca, anzi, di reiterare almeno in un altro paio di occasioni, la seconda delle quali, al 78’, peccando di egoismo nel provare un tiro in diagonale (deviato in angolo) dal vertice basso dell’area, anziché servire il rimorchio di Tota che si stava portando solo davanti a porta.
(dall’80’ Chiti – s. v.) – Soltanto i sette minuti di recupero finale per Pippo con il compito di tenere alta la palla in sede di ripartenza.
Minetto – 7 – Con il rientro di Bencini ritorna al suo antico ruolo di mediano davanti la difesa con i compiti, contemporaneamente, di rottura, di supporto a Ciufegni, di avvio dell’azione quando il compagno rimane arretrato. Compiti che esegue egregiamente, a tratti, al limite della perfezione tattica, facendosi sempre trovare nel posto giusto al momento giusto come, ad esempio, al 44’ sul cross di Shemsho la cui traiettoria aveva superato anche la posizione di Pollina, con un colpo di testa a sventare i possibili interventi pericolosi di un paio di attaccanti avversari. Nella seconda parte della ripresa quando alza la diga lo Staggia non può che infrangervisi senza riuscire a far filtrare la palla in area per i propri attaccanti.
(dal 76’ Fornai R. – s.v.) – Entra nei dieci minuti finali per alzare la diga frangiflutti che l’Usap aveva carenato contro gli ultimi sforzi dello Staggia. E con due colpi di testa ben assestati sbroglia un paio di situazioni che potevano evolversi pericolosamente.
Iasparrone – 7 – In clima di emergenza viene chiamato al ruolo di stopper puro. Compito che svolge nel migliore dei modi senza tanti fronzoli e limitando al massimo le giocate “a rischio”. Il suo uomo di riferimento è Contini che lo contrappone fisicamente e non gli concede altro che l’appoggio al compagno o la chiusura dello scambio senza, in pratica, farlo mai girare verso la porta. Fa sentire la sua presenza sia in veste fisica (pressing asfissiante), sia in veste acrobatica (numerosi i suoi rinvii al volo a troncare le azioni avversarie, o le deviazioni a sporcarne le linee di gioco), sia in veste decisiva    (una sua rovesciata al primo minuto della ripresa toglie, di fatto, una palla che Contini avrebbe tranquillamente tirato verso la porta da pochi passi), sia in veste di personalità facendo il viso cattivo verso compagni (anche immaginari) che gli sembra che stiano allentando la tensione. Finisce la partita e questa, per lui, è una grossa novità.
Bencini – 7 – Rientrante dopo la squalifica si riappropria del ruolo di battitore libero con la consueta abilità, frammista all’esperienza che non lo fa trovare  mai fuori posizione. Nel primo tempo è bravo a contrastare il tiro di Mariani del 24’ e coordina le azioni dell’Usap da dietro supportando la regia di Ciufegni e dando sfiato alle sue incursioni (ben coperto da Minetto). Nella ripresa riduce drasticamente  le sue uscite realizzando che si deve ben rincalzare la coperta aspettando il prevedibile attacco dello Staggia. Puntuale nello stacco e nelle chiusure, gigioneggia in un paio d’occasioni in sede di rilancio e l’occhiataccia di Iasparrone lo induce alla concretezza. 
Arrichiello – 6,25 – A sinistra nello scacchiere degli esterni, ha il compito di limitare la pericolosità di Shemsho, provando anche ad aggredirlo per testarne la sua duttilità. Nel primo tempo gli riesce meglio la fase difensiva, laddove concede soltanto una punizione alle volate dell’avversario, ma lo costringe, tuttavia, a rinculare alzando a fisarmonica il suo baricentro di gioco. Un paio di incroci con il movimento di Panti lo portano al cross in area che i compagni non seguono con attenzione. Ad inizio ripresa patisce la riscossa dello Staggia che, da quella parte, mette gran parte dei suoi carrarmatini e non riesce ad impedire i due cross iniziali che la difesa, in qualche modo, sventa. Esce molto stremato per il gran correre lungo la fascia, anche senza palla, e con gran dispendio di energie.
 (dal 47’ Aretini – 6,50) – Esordio di fuoco per l’ultimo arrivato in casa Usap. Deve prendere posto, posizione e compiti di Arrichiello, proprio quando la tensione si fa più viva e la pressione avversaria più insistente. Vince il primo contrasto, copre il primo pallone sull’esterno, anticipa di brutto il taglio in area del suo avversario al 50’ concedendo solo il calcio d’angolo, e sembra che giochi in squadra dall’inizio del campionato. Con il passar del tempo si fa più intraprendente fino, addirittura, a sradicare un pallone dal centrocampo e fiondarsi in ripartenza solitaria verso l’area opposta con la sola sfortuna di essere braccato e contrastato dal solo avversario che sarebbe riuscito a farlo: il velocissimo Bellavia. Gran bell’esordio!
Ciufegni – 7,25 – Ad ogni partita gli cambiano lo spartito (vedasi compagni di reparto) e lui si adatta al nuovo copione con ammirevole lucidità e disponibilità. Funge da regista arretrato, pur provvedendo ai compiti di rottura e marcatura, e sfrutta i suoi punti cardinali (Bencini dietro, Minetto accanto, Damiani all’impazzata, Leone davanti) con la precisione di un metronomo senza far mai trovare la squadra fuori registro o in balìa delle azioni avversarie. E’ lui infatti che vince il contrasto che innesta l’azione del primo gol e sempre da lui partono i suggerimenti che servono a Leone per scardinare il reparto difensivo avversario. Nella ripresa si piazza quale perno centrale della “Maginot” alzata dall’Usap in contrapposizione alla naturale offensiva dello Staggia riuscendo spesso a fermare già in prima battuta le proposizioni  avversarie appoggiandosi su Leone prima e Lisi poi per innestare il contropiede.
(dall’ 85’ Polidori – s.v.) – Sono passati circa dieci mesi dall’operazione al tendine d’achille destro e, dopo la comparsata in Coppa Toscana, ecco arrivare anche l’esordio in campionato che vale una piena rivincita contro l’aggressività della sfortuna. 
Panti – 7,25 – Ed eccola la piena e completa riscossa del capitano! Buttatasi alle spalle la brutta prestazione contro il Padovani Ale aggredisce la partita con la sua potenza, la sua dinamicità, la sua voglia di fare bene. Il suo avversario diretto cerca di metterla sul piano fisico, ma questa volta non si fa intimidire e, anzi, prende lo spunto per sfoderare una prestazione di altissimo livello. Tiene alta l’azione dll’Usap fin da subito anche se non riesce a sfociare nel tiro o nella spirale di pericolosità. Ma quando gli capita la palla buona, eccolo servire al volo Lepri aprendogli una voragine verso la porta di Cinquini che il compagno sfrutta decisamente. Quando è la volta di Lepri a restituire il favore Panti si fa trovare libero e pronto al rientro dalla destra per un gran tiro che viene deviato da Conforti in angolo. Nel secondo tempo tiene sempre presente lo spauracchio del contropiede e le sue potenti progressioni vengono contrate con determinazione (ai limiti del provvedimento) da altrettanti interventi alla disperata dei difensori.
(dal 67’ Tota – 6) – Entra subito in partita e diviene subito pericoloso andando a sfiorare più volte la terza marcatura che non giunge in parte per suo demerito (al 72’ quando viene lanciato solo verso Cinquini: preso!), in parte per sfortuna (81’ altro contropiede solitario iniziato dal centrocampo vincendo un contrasto e fermato dal recupero folle ed efficace di Bellavia), in parte per difetto del compagno (l’assist del 78’ che non arriva da Damiani). Ma è buona la sua predisposizione al sacrificio di squadra cercando di monetizzare al massimo lo spazio concessogli.
Lepri – 7,25 – Si sblocca ed è un’ottima cosa, in particolare, ad una settimana dalle situazioni che lo hanno visto protagonista infelice. Si completa concretamente con il movimento di Panti, le percussioni di Leone da dietro e le fughe di Damiani sulla fascia destra. Di buona fattura il gol del vantaggio, altrettanto pregevole l’assist per Panti, autoritario quando cerca di andare in progressione o in dribbling, tenendo conto della marcatura del miglior difensore avversario. Nella ripresa pochi appunti da fargli nella mancanza di lucidità nell’intuire lo sviluppo dell’azione quando la palla deve essere data di prima e quando deve essere trattenuta. Se l’avesse fatto sarebbe un grande attaccante, ma un difetto bisogna averlo tutti…no?
(dal 73’ Lisi – 6) – Quando entra la spinta dello Staggia si è largamente affievolita e si limita a governare un centrocampo infoltito proprio per eliminare ancora di più gli spazi alla manovra avversaria. Tenta due lanci in profondità e pesca Damiani libero in area al 78’. 
Leone – 7,25 – Prende un’ammonizione dopo appena cinque minuti e lì, inizia la sua partita e quella dei compagni a rimbrottarlo per l’eccessivo vittimismo. E’ il trait-d’union perfetto per la manovra dell’Usap agendo subito a ridosso della coppia d’attacco ed usufruendo delle volate di Damiani e Arrichiello sulle fasce. Ciufegni gli consegna sempre la palla rimanendo in zona e la dinamicità dell’azione viene perpetuata ogni qualvolta si apre il ventaglio delle possibilità. Dalla sua incursione sulla sinistra del 30’ nasce l’opportunità della seconda rete. Non disdegna il rientro profondo a dar man forte ai reparti arretrati. Nel secondo tempo funge maggiormente da raccordo che da attaccante, anche una sua incursione del 43’ fino alla riga di fondo viene sventata dall’uscita di Cinquini. In quella posizione di regista alto centrale ha il modo di lanciare le profondità di Panti (62’), Tota (72’) e Damiani (75’). Un suo tiro radente e velenoso chiama Cinquini alla parata in due tempi in tuffo. Un rendimento che Leo sta reiterando da diverse partite ad oggi (ed i risultati ne godono). Peccato la squalifica che gli farà saltare il Fomenta nella prossima gara casalinga.
(dall’82’M. Fornai – s.v.) – E’ un senza voto da sette e mezzo, poiché il Principe è ritornato! Pressochè ad un anno di distanza dal grave infortunio che lo aveva colpito al ginocchio destro, dopo un lunghissimo, lentissimo, paziente e caparbio tempo di recupero un rientro che sa di riscossa ed una carta (vincente) in più che l’Usap può giocare sul campo di un campionato molto equillibrato. Bentornato “Prince” come recitava un estemporaneo striscione alzato in tribuna.

All. Francini – 7,50 – Quando si dice “non si sbaglia una mossa” è il giusto sottotitolo da dare alla prestazione dll’Usap in questa decisiva ed importante partita del terzo turno di ritorno. Aveva da far fronte all’emergenza difesa e la risposta dei prescelti è stata ottima ed efficace. Aveva da studiare la composizione e la manovra dell’attacco e la soluzione proposta è stata determinante ai fini del risultato. Aveva da far coesistere Minetto con il rientrante Bencini senza togliere sicurezza al reparto ed ha costruito una cerniera che è risultata fondamentale per la costituzione di un assetto tattico che poco ha concesso ad un’avversaria colpita nei momenti topici ed esiziali della partita. Gira e rigira sembra essere stata trovata la quadratura della sfera. Ora non resta che aggiornarla.

 

A.C.S.D. STAGGIA:

Cinquini – 6,50 – Senza alcuna colpa sui due gol subiti, ne salva almeno un altro paio con due decisive e tempestive uscite, prima sul centro di Leone al 43’, poi sulla fuga solitaria di Tota al 72’. Vede la difesa soffrire, ma tutto sommato, reggere l’urto alla volitività dell’attacco avversario. Le direttive di copertura devono arrivare da più avanti. Va a prendere in tuffo il rasoterra d iLeone al 62’.
Conforti – 6 – Abbastanza pulito negli interventi e preciso e determinato nei rinvii. Prova a rendersi utile con una punzione dopo il primo gol subito ed è bravo a ribattere la fucilata di Panti poco dopo. Più in difficoltà nella ripresa quando gli spazi davanti si aprono per il contropiede avversario in conseguenza dellal reazione della propria squadra all’esito negativo del risultato. La determinazione con la quale ferma un paio di volte Panti in controripartenza rischia di essere punita se valutata con metro diverso.
Vanni – 6,50 – E’ il marcatore di Lepri e lo fa in maniera assidua, costante e caparbia. Rimane in mezzo al guado al momento dello svantaggio iniziale preso fra l’andare a chiudere su Panti che si è liberato o restare attaccato al suo uomo che si libera con il movimento a pendolo, ma è l’unica incertezza grave della sua partita poiché poi si applica assiduamente nel contrastare la verve di Lepri senza concedergli ampio respiro in una situazione di gioco nella quale l’avversario viene sovente e con successo chiamato in causa dai compagni.
Cuordileone – 5,50 – Era il deputato alla marcatura di Leone e, nel contempo, a supportare l’azione di rimessa di Giani e Gaziano. Non riesce bene nel primo compito poiché Leone risulta decisivo in diverse occasioni della partita, la prima delle quali sull’azione del secondo gol. E gli concede anche troppo spazio per manovrare quando arretra a servire assist ai compagni che si inseriscono. Leggermente più funzionale in sede di inizio manovra, ma la difficoltà palesata in marcatura ne condiziona spesso i movimenti.
Gaziano – 6,25 – E’ il più lucido in mezzo al campo, anche se a fasi troppo alterne. Ma se si vanno a commisurare le rare occasioni in cui lo Staggia si rende pericoloso lui vi partecipa in quasi tutte: la punizione che Shemsho non raccoglie di testa per un soffio al 26’, l’assist a centro area non capito dai compagni al 49’, l’imbeccamento a Shemsho per il cross di un minuto dopo. Non fa sentire, però, il suo apporto in sede di copertura e là dietro soffrono questa mancanza.
Shemsho – 5,75 – Ad un primo tempo disinnescato (non riesce quasi mai ad avere la meglio, neanche fisicamente, su Arrichiello) propone un inizio di ripresa più vivace e concreto che si smorza istantaneamente all’atto del primo cambio dell’Usap. Potrebbe avere l’occasione per riequilibrare le sorti, ma non arriva all’appuntamento con il traversone di Gaziano. Riesce a mettere due palloni interessanti nei primi dieci minuti della ripresa, ma i compagni si fanno anticipare. Poi un lavoro di basso cabotaggio ed energie che si spengono fino al cambio inevitabile
(dal 64’ Bellavia – 7) – In soli venti minuti dà un senso importante al suo ingresso fermando con la sua aggressiva velocità due contropiedi pericolosissimi dell’Usap. Seppur partito in ritardo riesce a rincorrere, recuperare e fermare prima del tiro davanti a Cinquini prima Tota e poi Aretini, e, poco prima, aveva supportato il proprio portiere nel grande intervento sempre su Tota. Attingendo con fiducia ai grandi mezzi dinamici di cui è provvisto cerca anche di rendersi utile con percussioni trafelate anche se confusionarie lungo l’out destro dello schieramneto offensivo.
Massini – 5 – Completamente annichilito dalla dinamicità, velocità, aggressività e potenza di Damiani non riesce quasi mai ad avere la meglio contro il suo diretto avversario, trovandosi spesso costretto a rinculare (anche con un fallo da ammonizione) per frenarne le profonde incursioni. Non essendo un difensore di ruolo ogni qualvolta doveva contrastarlo nei pressi dell’area le difficoltà aumentavano e rimane, pertanto, sorpreso dalla dinamica dell’azione del raddoppio e tutte le volte che Damiani si avvicinava all’area. Di contro è venuto a mancare del tutto il suo apporto nello svolgimento della manovra che si è trovata, così, monca di un settore.
Giani  - 6 – Ha più combattuto che giocato in mezzo al campo dovendo contrastarsi con Ciufegni per liberare l’estro di Gaziano. Ha messo tutto quello che aveva in corpo fino all’esaurimento delle energie e ad un riassestamento più offensivo dello schieramento neroverde.
(dal 51’ La Rossa – 5,75) Entra proprio per dare maggiore vivacità ed un uomo in più al reparto d’attacco, ma fin da subito viene colpevolmente ignorato dalla manovra dei compagni o chiamato in causa con ritardo. Eppure riusciva a smarcarsi con abilità lungo l’estremità della fascia sinistra, ma quando, finalmente, gli giungeva la palla o la difesa era già pronta per controbattere o, addirittura, finiva in fuorigioco. Un’insufficineza più indotta che determinata.
Contini – 5,50 – Centravanti vecchia maniera tutto fisico e potenza e contro una vecchia volpe come Iasparrone cominciano a diventare preziosi i pochi palloni toccati. In assenza di dinamicità si rende utile con sponde ed appoggi, ma non vede mai la porta di fronte e, nell’unica occasione nella quale potrebbe essere chiamato in causa perfettamente, Iasparrone si inventa un intervento in rovesciata che gli toglie un pallone da consegnare nella porta difesa da Pollina. Neanche nelle mischie in area fa sentire il suo peso e la manovra d’attacco dello Staggia ne risente fino all’asfissia.
Verdiani – 5,25 – Stavolta Panti gli ha fatto vedere i sorci verdi e per fermarlo ha dovuto ricorrere più del dovuto alle maniere forti con gran beneplacito della direzione di gara. Tuttavia non ha potuto impedirgli di servire l’assist per il primo gol, o andare al tiro al 28’, o sfoderare quelle percussioni nella ripresa che hanno smorzato la continuità del gioco dello Staggia. Si rende pericoloso a fine primo tempo sull’assist di Mariani chiamando Pollina all’unica parata di giornata, ma è un lampo in una giornata buia. Esce per Bruno, nel tentativo di rimpinguare l’attacco.
(dal 57’ Bruno – 5) – Non pervenuto nonostante sia entrato con ancora ventitre minuti + recupero da giocare. Con ogni probabilità non stava affatto bene (e si spiegherebbe, pertanto, il suo mancato utilizzo dall’inizio), fatto sta che se l’Usap avesse dovuto preoccuparsi di qualcuno, questo non era sicuramente lui.
Mariani – 6,50 – Doveva, in pratica, sostenere l’intero attacco dello Staggia da solo e l’aver trovato contro una marcatura pignola ed attenta, sfociata nella miglior prestazione difensiva avversaria, non lo ha aiutato molto. Tuttavia rimane sempre uno spauracchio pericoloso ed imprevedibile perché sa approfittare delle occasioni più disparate (e solo la prontezza di riflessi di Bencini è servita per smorzargli il tiro sul pallone vagante del 24’) o delle punizioni intorno all’area (intuitivo l’assist per il tiro di Verdiani allo scadere del primo tempo, fingendo la battuta classica della punizione). Nella ripresa, con l’ammasso di truppe lì davanti, arretra il suo raggio d’azione fino a diventare il fulcro di regia del centrocampo da cui fa girare palla con molta oculatezza e anche con una certa precisione e pericolosità, ma il tridente attualmente presente è inefficace e la difesa dell’Usap ha gioco facile in copertura.

All. Parricchi –  5 – Al contrario dell’andata, stavolta, la guida tecnica non azzecca quasi nessuna mossa. Rimane particolarmente sorpresa dalla profondità di Damiani e dal gioco di Leone pedissequamente dietro le punte e da regista alto con risultato della scomparsa di due pedine fondamentali per lo sviluppo della manovra dello Staggia. In attacco, poi, la mancanza di un vero e proprio uomo gol si fa sentire più alla lunga di quanto non si pensi ed anche una difesa improvvisata come quella dell’Usap quest’oggi ha avuto buon gioco. Poca lucidità anche nelle contromosse, l’ammasso di punte e mezzepunte ha favorito l’apertura di voragini in contropiede che soltanto la benevolenza arbitrale e lo spirito di corpo di Bellavia ne hanno impedito un tracollo eccessivo. Alcuni uomini, comunque, hanno reso inaspettatamente meno di quanto si prevedesse e ciò ha pesato enormemente sull’economia della partita.

 


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TOCCA A NOI…………&hellip...
GRAZIE
FINALMENTE AGOSTO
PER NOI
BUONA PASQUA
PECORE o LUPI
SI RIPARTE PER IL MESE DELLE......PECORE
AUGURI
RIFLESSIONI AD ALTA VOCE....scritte
SI RIPARTE
DUE MESI IMPORTANTI .... PER UN FUTURO IMPORTANTE
CONTINUITA'
DOPO UNA SETTIMANA