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EMMERRE DA' I NUMERI: Lui la vede così!!!!

Minetto e Vitale i due "7" pieni della giornata
Campionato Eccellenza UISP 2009/2010 – 15ª giornata USAP ASD ELE.MAC - G. S. PADOVANI 1-1
I voti di emmerre
USAP ASD ELEMAC:
Pollina – 5,75 – Non molto impegnato tra i pali ma continuamente sollecitato e stranamente titubante nelle uscite, alte, basse o ad anticipare lo sviluppo dell’azione avversaria. In alcune occasioni, infatti, non calcola bene i tempi dell’intervento e si vede costretto ad acrobazie dell’ultimo momento al limite della spericolatezza e della carica altrui. Nel finale di partita è anche bellamente fortunato nel colpo di testa di Berti all’indietro che gli sbatte e si blocca sul petto e, anche lì, era uscito con leggero ritardo. Anche nell’economia e distribuzione delle direttive a voce ha avuto dei momenti fuori dal seminato, tanto da meritarsi un richiamo dalla distanza del direttore di gara. Anche lui, forse, ha sentito l’importanza della partita in un momento del campionato che la esigeva tutta. Nidiaci – 6,75 – Riscatto immediato, rispetto alla opaca prova dell’andata, per “Babbo Nidiaci”, complice anche l’inconsistenza dell’avversario di turno che più che cercare di farlo andare fuori giri portandolo via dalla zona difensiva non ha potuto fare. Marcatura attenta, pignola, serrata e tempestiva a soffocare la verve di un ex che pare sempre avere il “dente avvelenato”, ma che non riesce poi ad esprimere tutta la sua pericolosità di fronte alla sua fresca ex squadra. Messina – 6 – E’ venuto a mancare il derby siciliano delle marcature, poiché il suo uomo per destinazione è il vivace Pineschi. Ne soffre l’animosità in fase iniziale, concedendogli anche un assist preciso e pericoloso, ma gli blocca tutti gli spazi verso la porta di Pollina, convincendolo a girare al largo per far fruttare la sua notevole base tecnica. La spalla lo infastidisce fin dalla fine del primo tempo, costringendolo all’abbandono dopo una decina di minuti della ripresa, non prima, però, di aver dato il là all’azione del vantaggio Usap recuperando un prezioso pallone ad interrompere una ripartenza del suo avversario diretto. (dal 51’ Berti – 6) – Continua la sua lenta operazione di avvicinamento ad una condizione perlomeno accettabile. A differenza di sette giorni fa non si fa sopraffare dalla velocità e dinamicità di Morocica, contenedolo sul suo versante e concedendogli soltanto profonde volate laterali fini a sé stesse. Latita ancora sul piano del ribaltamento di fronte, ma quella è una caratteristica che andrà ritrovata piano piano. Minetto – 7 – Non doveva giocare, poiché indicato in pessime condizioni fisico-psicologiche e per attivare troppo presto una riserva che non pare inesaurible. L’infortunio muscolare di Pica, deputato alla maglia da titolare, nel corso del riscaldamento pre-partita, lo “costringe” ed attiva ad entrare fin dall’inizio e lui risponde magnificamente, con ogni probabilità con la mente sgombra dalle pesanti responsabilità che si ingenerano nell’avvicinamento alla gara vera e propria, agendo con naturalezza e d’impulso a seconda delle evenienze di partita, costruendo un monumentale primo tempo laddove la squadra patisce, e non poco, la brillantezza del gioco avversario che porta numerosi palloni nell’area gialloblù e calandosi perfettamente nella parte d’avvio d‘azione nella ripresa quando, allentatasi la pressione dinamica del Padovani, l’Usap comincia a proporre un gioco che aveva latitato per tutto il primo tempo. Sfortunato, poi, nell’azione del pareggio, poiché al suo decisivo intervento in scivolata a togliere palla tra i piedi di un Diokh presentatosi clamorosamente solo davanti al portiere, ha corrisposto un rimpallo sfavorevole che ha fatto pervenire la stessa sui piedi di Pineschi per la confezione del rocamboleso gol avversario. Ciufegni – 6,50 – Grande lavoro ed eccessiva fatica in fase di copertura, sporadica presenza in sede di rilancio e proposizione offensiva. Tuttavia è dal suo piede che parte il suggerimento di prima che lancia Leone verso l’azione del gol del vantaggio dell’Usap intuendone lo sviluppo e la logica dei piazzamenti una volta raccolto il rinvio di Messina. Ma per la maggior parte della partita il suo è stato un compito di alto sacrificio dovendo sdoppiarsi nel rincorrere gli avversari nel primo tempo, perennemente percorso contro un uomo in più per tutto il suo espletametno, e scalare in mansione di terzo marcatore nel corso della ripresa con l’uscita di Messina e la quasi contemporanea immissione della terza punta da parte del Padovani. Casini – 5,75 – Sono soprattutto gli esterni a subire il feroce contrappasso nella scansione della manovra da una settimana all’altra causata dallo sbilanciamento del modulo adottato. Questa volta il suo apporto alle percussioni di Panti non c’è stato. Anzi, aveva i suoi bravi problemi a frenare la vivacità e l’intraprendenza di Moracica che, pur non eseguendo numeri di alta pericolosità, si è sempre presentato come una complicata spina nel fianco, certamente, da non sottovalutare. Con l’uscita di Messina ne raccoglie l’eredità in marcatura, non utilizzando, però, la stessa asfittica attenzione del compagno e, sull’azione del gol del pareggio, Pineschi ha potuto battere e superare con tutta tranquillità l’uscita di Pollina. Arrichiello – 6 – Ha assunto la figura più equivoca del “quadriente” d’attacco: posizionato centralmente dietro la prima punta Leone, andava spesso ad incartarsi in terra di nessuno, scambiata erroneamente per taglio fra le linee, finendo per non essere granchè d’aiuto né per il compagno d’attacco, né per la fase alta di copertura, lasciando in balia del rutilante gioco avversario prima Lisi e poi Ciufegni. Tuttavia la sua enorme voglia di ben figurare al cospetto della ex squadra e di tornare a lottarsi un posto da titolare per il prosieguo del campionato lo induce a non darsi mai per vinto in ogni pallone che gli passa di vicino, aggedendo l’azione e l’avversario fino a cercarsi o ad inventarsi gesti di alta acrobazia al limite della spettacolarità che, se riusciti, avrebbero sicuramente sorpreso la compassata, quanto non molto impegnata, difesa ospite del primo tempo. E’ lui ad uscire al 48’ (un minuto dopo il gol del vantaggio) per far posto a Lepri e ad un ritorno più omogeneo dello schema offensivo, quando, magari, poteva essere sfruttato in un ruolo a lui più consono per lo sviluppo della manovra di contropiede. (dal 48’ Lepri – 5,75) – Non era in perfette condizioni fiscihe, altrimenti avrebbe giocato dall’inizio, e lo si è visto fin dai primi vagiti delle sue azioni quando vien chiamato ad eseguirle. Copre bene il pallone quando lo riceve spalle voltate alla porta, ma ogni qualvolta si gira per ripartire o far ripartire l’azione (in dribbling o con richiesta di scambio veloce) pare fin troppo semplice al suo marcatore di zona soffiargli via palla con interventi decisi, ma puliti, vanificandone la pericolosità. Nel finale di partita ha “sulla coscienza” il fallimento di un paio di ghiotte occasioni frutto più di una mancata determinazione nell’imprimere al pallone l’impatto e la traiettoria decisiva che per le variazioni di posizionamento. E se al 76’ il suo colpo di testa ravvicinato su assist dal fondo di Leone è appena liftato (con palla che attraversa tutto lo specchio della porta senza colpo ferire) nell’azione del recupero si ravvisa tutta la sua assenza di determinazione nel dare alla sfera il colpo di grazia di piede da una distanza inverosimilmente ravvicinata, con buona pace della difesa ospite che rinvia perentoria.. Lisi – 6,25 – Per lui si apre veramente una valutazione ben distinta nei due tempi: insufficiente nel primo tempo, preso, com’era, in mezzo dal nutrito centrocampo ospite e senza usufruire dell’aiuto dei compagni davanti o agli esterni (che avevano già le loro gatte da pelare) e dando ben poco sostegno alla copertura di Ciufegni, si fa vedere tuttavia nell’unico tiro dell’Usap verso la porta del Padovani al 25’ su assist di Leone; ampiamente abbondante nella ripresa dove prende in mano le redini della regia dell’Usap, quando Leone arretra il suo baricentro di gioco (costringendo, pertanto, il Padovani ad una maggiore attenzione) e Mister Caldi rivoluziona il reparto prima arretrando Fazzuoli e poi inserendo una terza punta che va a diminuire il numero dei giocatori proprio in mezzo al campo. Il raccordo fra la fase difensiva e la manovra d’attacco diviene, pertanto, consequenziale e lui l’alterna con velocità (e di prima) e con ponderatezza a seconda dello sviluppo che sta prendendo l’azione dell’Usap. Finisce la partita e, questo, in campionato non gli succedeva da un bel po’. Panti – 5,50 – Completamente fuori registro, debole, involuto, inconcludente, quasi inane. Patisce oltremodo la fisicità di Buttiglione (anche eccessiva), ma non riesce a forzare neanche la sua staticità. Si propone a tratti e quando viene chiamato in causa non riesce a far partire la sua esplosività incartandosi in errati controlli di palla o andando a cercare traiettorie facilmente chiudibili dalla difesa. Non riesce mai a trovare lo spiraglio per il tiro in porta e anche il colpo su punizione è lento e debole. Forse paga il bloccaggio di Casini nelle retrovie che non gli dà quell’alternativa che poteva mettere sotto pressione l’avversaria. Esce quasi senza accorgersene. (dal 72’ Tota – ng) – Entra al posto di Panti, ma troppo tardi per poter incidere sulle azioni offensive e, quindi, sul risultato. Chiti – 5 – L’uomo che ha subito più profondamente il contrappasso di rendimento a distanza di una settimana. Riproposto sul fronte destro dell’attacco non incide pressochè mai e si lascia sorprendere, anche in modo clamoroso, in fase di copertura dalla profondità di Vitale (in questo caso deve ringraziare la cattiva mira dell’esterno del Padovani e l’accondiscendenza arbitrale). Non può aiutarlo Giacomino (come sette giorni fa) in chiusura sulla fascia poiché Palermo lo porta via con il suo movimento aprendo lo spazio al compagno. Sarebbe servita una difesa a zona per contenere il pericolo da quella parte, ma non si gioca con quel modulo dal torneo dell”Acquacalda” del 1993. La latitanza in fase offensiva, poi, lo ha condizionato per l’intero primo tempo e trascinato alla sostituzione dopo un quarto d’ora nella ripresa. (dal 55’ Talluri – 6) – Entra per alzare la fisicità difensiva ed il rilancio dalle retrovie. Riesce nel primo intento non concedendo a Vitale più gli spazi precedenti, ma non è nelle sue caratteristiche la seconda opzione. Contribuisce, tuttavia, a rendere stabile la copertura difensiva laddove il Padovani si ingolosisce all’atto del raggiungimento del pareggio. Leone – 6,75 – Si sbattezza e si incazza nel corso del primo tempo per far funzionare al meglio una posizione che non è più la sua. Prova a tenere alta la palla chiamando principalmente (e perché sono più reattivi) Arrichiello e Lisi a sostenerlo (suo l’assist per quest’ultimo nell’unico tiro dell’Usap del primo tempo). Nella ripresa arretra leggermente la sua posizione fin dall’avvio ed è il principale protagonista della rete del vantaggio raccogliendo l’assist di Ciufegni, anticipando l’uscita di Baldini e segnando nella porta sguarnita pur essendosi decentrato in sede di controllo di palla e scansando anche l’intervento alla disperata di Fazzuoli. Con il successivo ingresso di Lepri torna a fare quello che sa fare meglio: il guastatore dietro le punte, facendo impazzire i marcatori (più d’uno in conseguenza della zona dove opera) e proponendo le azioni pericolose dell’Usap come, ad esempio, l’assist dal fondo per la testa di Lepri del 76’.
All. Francini – 6 – Non si deve aspettare poi molto nel proporre quel quesito rimasto in sospeso dopo la fine della partita scorsa: quale sarà la risposta di questa Usap a trazione anteriore di fronte ad una squadra ben più attrezzata? Se si dovesse valutarla sulla base del primo tempo la risposta sarebbe abbondantemente negativa, ma c’è l’incognita dell’assenza, nel dispositivo schematico, di una vera e propria punta centrale e la trasposizione di Leone lontano dalla posizione ideale. Nella ripresa la risposta potrebbe avere connotati più favorevoli, ma al ritorno schematico dell’Usap ha corrisposto un’abbondante rivoluzione nello schieramento avversario che non dà la giusta prospettiva per la valutazione di un confronto che, all’atto di un pareggio tutto sommato giusto, lascia inalterati curiosità e certezze. Dal punto di vista della gestione del risultato, aldilà delle incongruenze fisiche cui si è dovuto intervenire (Messina), è parsa fuori misura, nell’economia della partita, la gestione della situazione degli esterni.
G. S. PADOVANI:
Baldini – 5,75 – Come il dirimpettaio non è che venga chiamato poi così spesso ad intervenire entro i pali e le sue preoccupazioni diventano più le uscite che i piazzamenti. Sicuramente rimane sorpreso dallo sviluppo della veloce ripartenza che porta Leone a fiondarsi verso la sua area e la sua uscita appare leggermente ritardata tanto da farsi anticipare dall’attaccante avversario con un colpo di testa a seguire. Completamente inoperoso nel primo tempo deve porre più attenzione nel corso della ripresa, ma le azioni pericolose le vede, comunque, evolversi senza necessità di un suo intervento. Buttiglione – 5,50 – Fisicamente poderoso, ma statico, deve vedersela con la brutta copia del capitano dell’Usap che evapora evanescentemente nel corso della partita. Ha giuoco facile in parecchie delle iniziative del suo avversario, ma è soltanto per gentile concessione del direttore di gara se non lascia i suoi compagni in dieci dopo appena una decina di minuti della ripresa (situazione, peraltro, reiterata poco dopo). Ha rischiato di essere l’anello debole del reparto difensivo ospite. Diokh – 6,50 – E’ ancora lui il giustiziere dell’Usap come all’andata. Al 66’ è lui che imposta l’azione decisiva incuneandosi prepotentemente e con fortuna in area dopo aver vinto un paio di rimpalli e sull’intervento difensivo che gli impedisce di tirare in porta davanti a Pollina ha l’intelligenza di seguire lo sviluppo dell’azione per appoggiare, infine, in rete il pallone di Pineschi ribattuto dalla traversa. Nel corso della partita ha alternato spunti di buona visione di gioco ad altri di enorme sacrificio; poderosi sono stati i suoi interventi acrobatici, in particolare di testa, e consequenziali ripartenze per lo sviluppo della manovra d’attacco. Con l’immissione della terza punta è lui che si sacrifica in fase di copertura in marcatura senza, tuttavia, disdegnare l’azione di rimessa. Sporca la sua prestazione con l’espulsione finale per somma di ammonizioni, la prima delle quali poteva tranquillamente evitare. Giallomabardo – 6,25 – Classico lavoro oscuro da mediano centrale davanti alla difesa che ha permesso di funzionalizzare al massimo le operazioni di gioco e la manovra offensiva deputata ai compagni più tecnici. Dalla sua posizione diveniva poi facile coordinare anche la fase difensiva spezzando la regolarità della manovra dell’Usap implementando la precisione negli interventi dei compagni del reparto arretrato. Esce sacrificato sull’altare della rimonta del risultato per uno scombussolamento dello schieramento centrale che, alla lunga, ha pagato più di una coordinata manovra omogenea. (dal 48’ Borova – 6) – Viene proposto quale carta in più nel momento in cui il Padovani subisce il gol avversario. Non confeziona quasi niente di brillante o decisivo, ma la sua presenza costringe, ad esempio, Ciufegni ad arretrare in compiti di marcatura difensiva togliendo, per lunghi tratti, un fulcro importante per lo sviluppo della manovra dell’Usap. Pungente nelle ripartenze, non riesce a ritrovare quel quid in più per fare la differenza quando si aprono gli spazi. Genca – 6,75 – Alla sua prestazione di notevole spessore e sostegno manca il black out che ha permesso a Leone di involarsi solo verso la porta di Baldini per il gol del vantaggio Usap. Ripassando lo sviluppo dell’azione, rimane tagliato fuori nel momento della perdita di palla che ha ingenerato la velocità della ripartenza locale e dal movimento a smarcarsi della punta avversaria. A parte ciò fa una gran bella partita in marcatura su Leone nel primo tempo e su Lepri al suo ingresso concedendogli poco e sempre in situazioni e posizioni di equilibrio precario e scomposto salvaguardando al meglio la difesa della propria porta. Caruso – 6,25 – Una partita tranquilla la sua a presidio della propria area senza correre un minimo di rischio e contribuendo all’avvio di manovra. Resta misteriosa la sua sostituzione nell’intervallo (in assenza di problemi fisici) per un rivoluzionamento di un meccanismo che aveva annichilito la trazione anteriore dell’Usap per un intero tempo, concedendo a quest’ultima proprio lo spunto per riassestarsi. (dal 41’ Migliorini – 5,75) – In campo dall’inizio di ripresa a surrogare la posizione di Fazzuoli in cabina di regia del centrocampo ospite, e la differenza si vede, e tutta. Non c’è più la compattezza del reparto che avanza in fraseggio, vengono chiamati più raramente e maldestramente in azione gli esterni, diminuisce la dinamicità della manovra, il centrocampo locale prende il sopravvento e comicnia a proporre situazioni che, precedentemente, non gli riuscivano. Sicuramente la situazione non è da addossare tutta quanta al neo entrato, ma è quella la posizione che cambia il volto alla partita fra un tempo e l’altro. Morocica – 6,25 – Sembra un furia di Dio nel primo tempo bloccando Casini in fondo alla corsia di destra, anche se nessuna delle sue iniziative finisce per avere i crismi della pericolosità. Il suo dinamismo è, comunque, un’arma in più sulla quale il Padovani può contare nello sviluppo della manovra. Cala vistosamente nel corso della ripresa, ma più in lucidità delle giocate che nella sua accezione dinamica. Vitale – 7 – Partenza fulminante e, nello spazio di cinque minuti, due occasionissime per portare avanti i suoi colori: 10’ taglio in area dalla sinistra a raccogliere l’assist di Pineschi e tiro solo davanti a Pollina che finisce fuori del palo alla destra di un bel palmo, con il portiere locale fermo sulle gambe. Poco dopo ancora un bello stacco in profondità a raccogliere un preciso lancio dalle retrovie, ma qui interviene l’imponderabile nelle vesti del direttore di gara che fischia un off-side decisamente dubbio. Mette in croce il suo dirimpettaio Chiti per tutto il primo tempo costringendolo talmente basso da innestargli il timore di rispondere offensivamente con decrepito della azione dell’Usap. Si propone continuamente anche in fase d’appoggio per la soluzione migliore che Diokh o Fazzuoli vogliano adottare. Chiama frequentemente Palermo e Pineschi al fraseggio in sponda e scarico e per farsi aprire i varchi per immettere palloni in area. Con l’ingresso di Talluri gli si chiudono gli spazi, ma non si preoccupa più della fase difensiva . Palermo – 5,75 – Si propone subito con un gran movimento ad aggirare l’area, ma stavolta il suo marcatore Nidiaci, non gli concede spazio di manovra o di trattenere troppo la palla tra i piedi. In conseguenza è costretto a girare ancora più al largo e se, da una parte, il suo irrefrenabile pendolo apre spazi alle incursioni esterne di Vitale (in particolare), dall’altra non crea i minimi grattacapi ad una difesa che spinge lontano dall’area gli attaccanti di ruolo avversari. Soltanto nella ripresaq ha uno spunto dei suoi, ma si allunga troppo la palla, dopo aver superato sul breve la coppia centrale difensiva, consentendo a Pollina l’uscita in anticipo, Sergio Fazzuoli – 6,50 – Fa girare la squadra come un orologio per tutto il primo tempo cambiando fronte al gioco o lanciando in fascia gli esterni o scambiando di prima e avanzare in fraseggio, mettendo in seria difficoltà il reparto avversario in conformità a quanto agisce il suo. Alla manovra del Padovani del primo tempo manca solo l’azione del gol e la sua brillantezza viene espletata per l’intera frazione di gioco. In avvio di ripresa lo si vede confinato là dietro e il meccanismo subisce il suo contrappasso sottolineato dall’azione del gol dell’Usap che lo coglie fuori posizione e in trafelato, quanto inutile, ripiegamento. Con lo scorrere del tempo prende confidenza anche del nuovo ruolo, ma il rendimento è decisamente inferiore e, nel finale, ci vuole tanto del suo mestiere affinchè l’Usap non reiteri l’azione del vantaggio. Pineschi – 6,50 – Davanti è veramento molto vivace ed intraprendente, anche se alterna movimenti consoni ad altrettanti scomposti. Tuttavia è sempre nel vivo dell’azione e le sue finalizzazioni restano le più pericolose nelle fila del Padovani. Non a caso è dal suo piede che parte l’assist per Vitale del 10’ e la conclusione che si stampa sulla traversa al 66’ per il tap-in vincente di Diokh. Fosse anche più concreto, potrebbe diventare una punta con i fiocchi.
All. Caldi – 6 – Un primo tempo decisamente brillante da un meccanismo oliato al punto giusto dove tutti gli elementi fanno esattamente (o quasi) quello che devono fare e in definitiva la cosa giusta. Alla manovra del Padovani manca soltanto il timbro del gol, ma il centrocampo annichilisce quello dell’Usap e la difesa esce, spesso, in carrozza dalle azioni d’attacco dell’avversaria. Poi, ad inizio secondo tempo, qualcosa cambia in conformità con la sostituzione in campo e nel ruolo del libero titolare del primo tempo. La manovra diventa asfittica ed involuta e non aspettarsi correttivi tattici da parte dell’Usap sa quasi di ingenuità e presunzione al contempo. Una volta sotto diventa consequenziale la riproposta di un tridente per riequilibrare le sorti. Ne va a discapito la funzionalità del gioco, ma l’obiettivo viene raggiunto. Ma il secondo tempo non è stato proprio come il primo.
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