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EMMERRE DA' I NUMERI: Lui la vede così !!!!!!

Riccardo Berti, il più fra i più. ed Emiliano Ciufegni un bel 7.
Campionato Eccellenza UISP 2009/2010 – 14ª giornata Termoidraulica Puntillo - USAP ASD ELE.MAC 0-1
I voti di emmerre
Termoidraulica Puntillo:
Evacuo – 6,50 – Sempre molto sicuro sia in presa che in uscita bassa, infonde la propria sicurezza anche al reparto difensivo impedendogli, con consigli e urlacci, di soccombere all’assalto reiterato dell’Usap nel primo tempo. Incolpevole sul gol, si fa notare per un paio di uscite spericolate e coraggiose nella ripresa. Vignoli – 5,25 – Meglio in fase di distribuzione che in quella di contenimento. E’ sulle tracce di Leone, ma deve aspettare sempre gli ultimi attimi per poterlo bloccare consentendogli di elaborare una enorme mole di lavoro. Coordina il lavoro di Vannetti e Lavanga, ma è troppo timido nelle ripartenze e, quando si trova in debito di ossigeno, mazzola che è un piacere. Proditorio e gratuito l’intervento finale su Pianigiani che meriterebbe ben oltre il blando cartellino giallo comminatogli. Marano – 5,75 – Nella sua zona gravita capitan Panti, supportato dalle sovrapposizioni di Casini, e spesso entra in crisi, poiché non riesce a frenarne, soprattutto, l’esuberanza fisica. Diverse le occasioni nelle quali i due si presentano soli al cross in area e buon per lui che ne sbagliano sempre la misura del passaggio. (Bogi dal 55’) – 6,50 – Sostituisce Marano in tutto e per tutto nei compiti spettantigli e sembra un’altra musica. Viene facilitato in primis dal calo di condizione di Panti (sostituito) e, poi, dallo spostamento di Casini in marcatura pura con il conseguente ingressi di Berti che non gli crea neanche un minimo di grattacapo. Anzi, è lui a creargliene concretizzando la condizione di uomo in più ogni qualvolta l’azione del Puntillo si sfoga sulla destra. R. Berti – 6,75 – Agisce nel primo tempo da tre quartista dietro le due punte Guarino e Esposito e, spesso, gira a vuoto non trovando bene i tempi per difendere e far ripartire l’azione sulla (poca) riconquista di palla. Spostato da centravanti boa nella ripresa fa sentire tutto il suo peso fisico e la sua esperienza mettendo da solo in iscacco l’intera difesa gialloblù, facendo salire compatta la propria squadra fino al limite dell’area di rigore e servendo d isponda o in scambio preziosi palloni ai compagni di reparto o ai centrocampisti d’incursione per cercar di offendere la porta di Pollina. Vannetti – 6,50 – Un primo tempo molto in sordina e anche con una connotazione agonistica spinta agli estremi per difendere il foritno dagli attacchi degli ospiti. La sua posizione di centromediano davanti alla difesa di vecchio stampo funzionalizza la scelta nel corso della ripresa quando, rotti gli argini difensivi dovendo recuperare il risultato e in concomitanza con il calo fisico dell’Usap, si erge a punto iniziale di avvio della manovra d’attacco con la sua precisione nel calcio sia su punizione che su azione approfittando vieppiù della scarsa attenzione che gli concedeva Lisi in marcatura. Cavalieri – 6,00 – La sua partita diviene una battaglia fin dal fischio di inizio. Il suo avversario è il rientrante Lepri e l’impronta fisica del duello supera abbondantemente quella tecnica. Patisce irrimediabilmente la tecnica dell’avversario e l’azione profonda supportata da compagni che lo cercano in continuazione, ma non si arrende mai neanche nelle situazioni più difficoltose ed aggrovigliate, facendo sentire la sua presenza con continuità e perseveranza. Esce stremato a fine gara con la convinzione di essere riuscito a dare tutto ciò che aveva in corpo. (Puntillo dal 76’) – ng – Pochi minuti per un assalto finale che non si innesca più. Tozzi – 7,00 – Libero sempre attento, puntuale e puntiglioso. Sbroglia le situazioni più aggrovigliate del primo tempo laddove gli attaccanti avversari sbucano pressochè da tutte le parti, anche con interventi in chiusura che hanno del miracoloso (vedi tocco in angolo sul rientro di Leone al 22’. Si stacca quando è necessario, va a raddoppiare con tempismo non appena vede il compagno in difficoltà. L’unica macchia della sua partita è in occasione della rete allorchè rinvia corto l’angolo di Chiti riproponendolo per il passaggio decisivo, cercando di alzare la linea del fuorigioco. Nel finale si propone come uomo in più a centrocampo per sopravanzare quello avversario. Lavanga – 6,25 – Un primo tempo in evidente sofferenza sorpreso, come la maggior parte dei compagni, dallo schieramento offensivo dell’avversaria. Nella ripresa ritrova le sue abituali linee di gioco fornendo a Vannetti quella valida alternativa al reiterato lancio verso l’area con la quale il Puntillo riesce a pressare l’Usap nella sua tre quarti. Anichini – 5,75 – Anche lui in difficoltà nel primo tempo funzionalizzando male la fase difensiva con quella di manovra. Non riesce a fornire il suo costante apporto alla copertura nella cerniera di centrocampo e, quando la squadra si impronta nella soluzione offensiva, evapora lentamente non facendosi quasi mai vedere. Esposito – 6,50 – E’ l’uomo più pericoloso del Puntillo in fase di finalizzazione. Si fa vedere (se così si può dire) due volte nel primo tempo (contrasto di Bencini; anticipo di Pollina), punzecchia pericolosamente nel corso della ripresa (colpo di testa di poco fuori subito dopo il gol), mantenedo sempre viva la fiammella della rimonta nella propria squadra. Guarino – 6,25 – Nel primo tempo è l’unico che gioca da par suo tenendo alta la palla e facendo rifiatare la difesa in soluzioni che il suo marcatore fatica a contenere. Nel finale di tempo esprime tutto il suo egoistico sapere andando a concludere malamente anziché scaricare su compagni che si stavano smarcando in area. Nella ripresa approfitta inizialmente della boa di Berti (tiro alto al 54’), ma con il passare dei minuti e l’affollamento degli spazi che gl inecessitano per sfogare la sua falcata, si intristisce e si affossa fino a scomparire.
All. Scivoletto – 5,50 – Rimane dichiaratamente sorpreso dallo schieramento offensivo dell’Usap ed una squadra improntata al controllo di palla con ripartenze veloci, si trova subito in difficoltà proprio in sede di marcatura personale (ad esempio Marano su Panti). Si vanifica, pertanto, per un intero tempo la proposizione di Vannetti in fase di impostazione e quella di Berti che doveva essere il portale esauriente delle azioni del Puntillo. Indovina, poi, lo spostamento di quest’ultimo come centravanti boa nella ripresa, ma la mossa comincia a produrre i suoi benefici effetti quando la squadra è già sotto di un gol e, alla lunga, patisce l’evaporazione di Anichini e Guarino per l’espletamento di una manovra organica.
USAP ASD ELEMAC:
Pollina – 6,25 – Giornata di sana attenzione ma di poco lavoro per il portiere dell’Usap. Ci pensa la difesa a stemperare i pericoli prima che arrivino a lui e allora non resta che metterci la solita dose di suggerimenti e urlacci (Pippo Berti il bersaglio preferito ad un certo punto) per giustificare una buona valutazione. Messina – 6,00 – Al rientro da titolare dopo tempo immemore, svolge abbastanza facilmente il compitino senza dannarsi più di tanto e con la solita caparbietà, dato che Esposito fa delle buone cose, sì, ma con abbondante estemporaneità. Più in difficoltà ad inizio ripresa con la ristrutturazione dell’attacco locale. Esce quando la sua posizione non aveva più un gran senso tattico. (Talluri dal 63’) – 6,00 – Sostituisce Messina per andare a coprire la fascia destra rimasta scoperta con la sostituzione di Chiti. Normale in fase di copertura non approfitta appieno della libertà concessagli nello sfruttare la fascia (in alcuni casi è anche sfortunato nei rimpalli), ma si propone costantemente allo sfogo della manovra. Da una sua iniziativa, tuttavia, scaturisce l’azione di contropiede più pericolosa dell’Usap dopo il gol al 76’. Casini – 6,50 – Paradossale per un difensore puro figurare meglio quale esterno che in marcatura precipua. Sula lato sinistro dello schieramento difensivo approfitta delle ondate e degli spazi che gli propone e lascia Panti per farsi vedere in avanti con discreta pericolosità (un suo traversone al 33’ avrebbe meritato maggior attenzione dal reparto d’attacco). Quando nella ripresa mister Scivoletto sposta Berti da centravanti viene spostato nelle sua marcatura e patisce la fisicità dell’avversario pur mai concedendogli di vedere la porta. Bencini – 7,00 – Interpreta la posizione di libero nel migliore dei modi a seconda della porzione di campo dove la deve esercitare. Nel primo tempo, nella parte fangosa, senza fronzoli con frequenti rinvii al volo, con palla che non stazione in terra più di due secondi. Ne sovviene che il reparto offensivo si ritrova ad essere sollecitato con maggiofe frequenza e, di contro, la difesa avversaria si vede ritornare subito un pallone che aveva rinviato da poco. Nella ripresa, nella parte migliore, si azzarda ad un gioco più calibrato palla a terra, correndo anche i suoi buoni rischi (vedi ammonizione), ma finendo per funzionalizzare le ripartenze di cui anche il suo reparto abbisogna. Ciufegni – 7,00 – Anno nuovo Ciufe vecchio. Ritorna sui livelli dell’anno scorso, soprattutto, in fase di interdizione dove non fa mai mancare il suo apporto a tutti i compagni che ne necessitano (e non dovrebbe essere altrimenti visto che era l’unico marcatore a centrocampo), ma anche con buona pace dei detrattori, in fase di realizzazione facendosi trovare pronto per la conclusione decisiva proprio quando sembrava che la porta avversaria avesse chiuso definitivamente i suoi bandoni. Finale, infine, pieno di sostanza e grinta nel difendere il vantaggio da lui conseguito. Lisi – 6,25 – E’ il quarto trequartista in campo e deve giocare da mediano e regista (oltre ad andare all’assist ed alla conclusione) contemporaneamente, Finchè lo regge la condizione fisica, e quella dell’intero reparto, fa giostrare a menadito la manovra della squadra lasciando a leone il suo spazio vitale ed ispirando Chiti e Panti negli affondi in fascia. Al momento che tutto quanto cala, sparisce vistosamente dalla partita consentendo al Puntillo di far rinculare l’assetto di una squadra che non riusciva più a ribaltare orgniacamente l’azione. Esce tardi rispetto al suo calo di rendimento. (Pica dal 73’) – ng – Quando entra al posto di Lisi a centrocampo per portare la sua esperienza in fase di copertura la squadra stava già vistosamente arretrando ed il suo apporto diviene fondamentale per chiudere la cerniera con Ciufegni. Chiti – 7,50 – E’ in condizione fisica strepitosa e, a questa, ci abbina anche un impronta tecnica superiore alla media. Entra in tutte le azioni pericolose dell’Usap. Nel primo tempo è sfortunato nel suo lungo tap-in del 5’ (respinta di un difensore a porta vuota), fraseggia organicamente con la preponderanza di Leone, si propone costantemente sia in fase di impostazione bassa che in proiezione entro l’area, si incarica di battere tutte le punizioni ed i calci d’angolo per la ricerca dei compagni in area. Al 27’ stoppa di petto l’invito di Leone e spedisce direttametne Lepri a colpire la traversa. Ad inizio ripresa conquista subito un calcio d’angolo da dove chiama Leone al colpo di testa basso, avvia l’azione che Panti concludere contro il corpo di Evacuo e entra da protagonista nell’azione del gol raccogliendo la corta respinta di Tozzi e servendo a Ciufegni una palla impossibile da sbagliare. La sua importanza nella manovra la si vede all’atto della sostituzione: il nuovo assetto della squadra scombina completamente l’azione d’attacco e tutti i pericoli che si creavano dalla destra scompaiono pressochè del tutto. (Berti dal 54’) – 5,75 – Il suo ingresso era stato pensato per surrogare la posizione di Casini spostato in marcatura centrale a sostegno di Panti. Purtroppo il capitano è già in debito di ossigeno ed il nuovo entrato Bogi ne approfitta per caricare da quella parte raddoppiando i pericoli provenienti dalla sinistra. Il ritardo di condizione, poi, ne condiziona il rendimento in fase di appoggio ed alcuni errori (rimediati poi bellamente) ne stanno a testimoniare la situazione. Bravo nell’anticipare Berti in spaccata al 62’ su assist di Guarino per un’azione che poteva essere pericolosa, resta, tuttavia, ai margini dello schieramento. Nidiaci – 5,75 – Con un inedito n. 8 sulle spalle Giacomino si trova subito una bella gatta da pelare per contenere la verve di Guarino, l’uomo più in palla del Puntillo nel primo tempo (l’ammonizione inevitabile ne testimonia la difficoltà). Respira verso metà della ripresa, allorchè il suo avversario cala di condizione e finisce in sordina la sua prestazione. Panti – 6,50 – Un primo tempo veramente da incorniciare con azioni in continuazione, proposizioni in fascia con frequenti palloni messi (più o meno bene) in area ed anche conclusioni verso la porta, una delle quali (addirittura) di testa. Il suo marcatore resta in difficoltà per tutto il periodo tanto da non garantire alcun sipporto per la manovra della propria squadra. Una condizione che mantiene anche per i primi dieci minuti della ripresa fino alla conclusione che Evacuo gli stoppa con il corpo da distanza ravvicinata. Poi si spegne di colpo. Il suo nuovo marcatore ne approfitta e divene d’uopo la sostituzione. (Tota dal 67’) – 6,00 – Va a fare la seconda punta accanto a Lepri pur rientrando in profondità nella fase difensiva. Si fa vedere due volte in contropiede: nella prima viene anticipato dalla pronta uscita di Evacuo; nella seconda perde il tempo nella mischia del 76’ ingenerata dall’incursione di Talluri per Lepri e non gli riesce il colpo di grazia ala pallone vagante. Lepri – 7,00 – Aveva voglia di rientrare, giocare, scattare, tirare in porta, fare gol. Gli è mancata soltanto quest’ultima opzione (soltanto la traversa gliela nega al 27’) per completare il suo personale album delle proposizioni. Unica punta davanti ad un quadrisse di trequartisti, segue alla lettera le indicazioni tecniche non andando quasi mai a chiudere gli spazi per coloro che gli devono servire i palloni a centro area. Gli manca ancora la misura delle distanze e l’esattezza delle posizioni, ma il lavoro svolto sembra di quelli che permetteranno una bella mietitura. (Pianigiani dal 79’) – ng – Il tempo di entrare, perdere il controllo di un facile pallone e beccarsi un solenne (quanto gratuito) pedatone, gli basta per timbrare uno strano cartellino. Leone – 6,75 – E’ il centrale dei trequartisti e quello che ha la più ampia libertà di movimento e di fare ciò che vuole. Da una parte ne approfitta anche un po’ troppo, cincischiando in area in un paio di ottime occasioni che, ritardando la conclusione una volta giunbto solo davanti al portiere, ha consentito gli interventi alla disperata (e riusciti) di Vignoli, prima, e Tozzi, dopo. Ma il lavoro che costruisce e concretizza nell’arco di un’intera partita è di una consistenza ed importanza esiziale. Alla fine si tirano le somme di una prestazione, ancora una volta, decisamente oltre le righe.
All. Francini – 6,25 – L’aveva provato in un’amichevole non troppo fortunata questo schiermaneto a trazione decisamente anteriore: Prima punta, con tre ex punte/trequartisti dietro ed un altro trequartista spostato in mediana a supporto di tutta l’impalcatura. La spettacolarità della manovra del primo tempo gliene dà ragione, ma quando non si arriva a concreatizzare quanto si costruisce diviene un punto di domanda dal tratto amletico. Una volta raggiunto lo scopo (il gol del vantaggio) è sembrata claudicante la risposta alle mosse avversarie: l’uscita di Chiti per Berti ha disassemblato la manovra offensiva non guarendo, peraltro, quella difensiva. Il calo di condizione fisica ci ha messo decisamente del suo, ma all’atto della scopertura avversaria alla ricerca della rimonta è venuta a mancare propria quella caratteristica di cinica concretezza che doveva essere apportata in una simile situazione. Da verificare, tuttavia, la validità del modulo iniziale al cospetto di avversarie ben più organizzate sotto il profilo dell’organizzazione di gioco.
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